Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio ha emesso una serie di nuove sentenze che annullano il Piano Regionale di Dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche per l'anno scolastico 2025/2026, approvato dalla Giunta regionale lo scorso dicembre.

I ricorsi, presentati da diversi enti locali (come la Provincia di Viterbo, i Comuni di Grotte di Castro, Petrella Salto e Fiamignano) e da gruppi di genitori (a Terracina), sono stati accolti per le seguenti ragioni, comuni a tutte le sentenze:

I provvedimenti di soppressione e aggregazione delle scuole non riportano le ragioni alla base di tali decisioni.

La Regione si è discostata radicalmente dalla proposta iniziale della Conferenza regionale per l'istruzione, senza fornire una motivazione chiara e adeguata a supporto delle modifiche apportate.

In alcuni casi, come per la provincia di Rieti, la Regione non ha coinvolto adeguatamente gli enti locali competenti, ignorando le specificità dei territori, in particolare nelle aree montane.

Le decisioni del TAR mettono in discussione l'intero piano di dimensionamento, che prevedeva tagli e accorpamenti per rispettare i criteri ministeriali, ma che rischiava di penalizzare in particolare le aree interne e montane del Lazio. Le sentenze ripristinano la situazione precedente e bloccano le fusioni previste in diversi territori, come Viterbo, Rieti e Terracina.

Il sindacato SNALS-Confsal, che aveva promosso alcuni dei ricorsi, ha accolto con favore le sentenze, definendole una "vittoria" e sottolineando la necessità di un maggiore dialogo con i territori.

da ansa.it

da rainwes.it

da rietilife.com


 

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