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Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Funzione Pubblica
Al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali
Al Ministero dell’Istruzione
Alla Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero nei servizi pubblici


Oggetto: Proclamazione dello stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca - settore scuola - e richiesta di esperimento di tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 11 dell’Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero sottoscritto in data 2 dicembre 2020 in attuazione della legge 146/90.
Le scriventi organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca, per rivendicare:

Il rinnovo del CCNL 2019/2021 sotto il profilo normativo e retributivo:

  • Il CCNL 2016-2018, già scaduto al 31/12/2018, è stato formalmente disdettato dalle scriventi, ma le risorse stanziate per il rinnovo nella legge di bilancio 2022 sono assolutamente insufficienti per concludere la trattativa. Occorrono inoltre risorse aggiuntive per ridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli di studio, alla media di quelle del comparto pubblico e in prospettiva alla media dei paesi europei;
  • la garanzia del consolidamento in busta paga dell’elemento perequativo previsto nei CCNL 2016/2018;
  • la definalizzazione degli aumenti contrattuali eliminando ogni riferimento a: “dedizione all’insegnamento, impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura nell’aggiornamento professionale continuo”.
  • la valorizzazione della professionalità docente;
  • lo stanziamento di risorse aggiuntive per finanziarie la revisione dei profili professionali di Dsga, assistenti amministrativi e tecnici e collaboratori scolastici;
  • l’incremento del fondo per la contrattazione integrativa delle istituzioni scolastiche;
  • l’estensione della card docenti al personale precario e al personale educatore ed Ata;

In tema di relazioni sindacali:

  • va affermata la centralità delle prerogative contrattuali rispetto alla legge come strumento di potenziamento della funzione unificante che il sistema di Istruzione e Ricerca svolge per l’intero Paese. Giudicano inaccettabile l’intervento unilaterale sumaterie di competenza della contrattazione quali la mobilità, la formazione, la valorizzazione professionale e in generale su tutti gli aspetti attinenti al rapporto di lavoro.

Organici e stabilizzazione precari:

  • proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosiddetto “organico covid”
  • riduzione del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come da Patto per la Scuola Governo/sindacati del 20 maggio scorso
  • apertura immediata del tavolo di confronto, previsto dal Patto per la scuola del maggio scorso, per rendere disponibile in via strutturale e permanente il sistema delle abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione del precariato in favore dei precari con almeno 3 anni di servizio e dei docenti già di ruolo
  • apertura del tavolo di confronto sulla mobilità per superare i vincoli imposti al personale docente e Dirigente.

Personale ATA:

  • indizione del concorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA con tre anni di servizio, compresi coloro che sono sforniti di titolo di studio specifico;
  • incremento l’organico Ata implementando i parametri di distribuzione del personale alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza con particolare riferimento al profilo di collaboratore scolastico, stante l’intesa Mi/sindacati del 18 maggio scorso.
  • superamento blocco quinquennale ai fini della mobilità dei Dsga neo assunti.

Sburocratizzazione del lavoro e semplificazione:

  • limitare all’essenziale la documentazione relativa ai processi didattici e amministrativi;
  • valorizzare l’autonomia progettuale dei docenti che si esplica nella dimensione individuale e collegiale;
  • snellire i procedimenti amministrativi eliminando confusioni e conflitti di competenza con altri enti pubblici.

Autonomia Differenziata:

  • superamento di ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di istruzione.

Su tutte queste tematiche sinteticamente riassunte, si richiede l’esperimento del tentativo di conciliazione previsto dalla citata Legge e la convocazione dell’apposito organismo costituito con D. M. n. 127 del 20 aprile 2000.

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